Professore Valerio Sansone Chirurgo Ortopedico

L'Anca / Osteonecrosi

Che cosa è l'osteonecrosi?
L’osso, come tutti gli altri tessuti del nostro corpo (con la sola eccezione della cartilagine articolare ), ha bisogno dell’apporto del sangue per restare vitale. Questo avviene attraverso una rete di arterie e di vene presenti all’interno di ogni singolo osso.

L’osteonecrosi, che vuol dire “morte dell’osso”, si verifica quando l’apporto del sangue s’interrompe. Le cellule dell’osso muoiono e non sono quindi più in grado di generare il nuovo tessuto o di riparare quello esistente. E’ una situazione molto simile a quella che accade nel cuore a seguito di un infarto.
Alcune ossa sono più soggette di altre a questo tipo di problema, perché la loro rete di vasi interni è meno sviluppata rispetto al resto dello scheletro. Una di queste sedi svantaggiate, dal punto di vista vascolare, è la testa del femore. Essa infatti, riceve le sostanze che la nutrono dai vasi del sottostante collo del femore.
Se questi vasi vengono danneggiati, una parte della testa del femore resta senza apporto di sangue e va incontro a morte (necrosi). Le conseguenze sono che la zona colpita s’indebolisce e poi si deforma sotto la spinta delle forze che agiscono sull’ articolazione , prima fra tutte quella del peso del corpo. La testa del femore, che normalmente ha una forma sferica, perde la sua convessità o addirittura si avvalla (come una pallina da ping-pong quando la si schiaccia tra le dita). In questo modo si creano le premesse per un cattivo funzionamento dell’ articolazione dell’anca, a cui fa seguito l’ artrosi .
 
Quali sono le cause?
Qualsiasi lesione in grado di danneggiare le arterie del collo del femore può portare all’osteonecrosi della testa del femore. Le cause più frequenti sono quelle traumatiche, come le fratture del collo del femore e le lussazioni dell’anca.
Ci sono poi dei fattori generali (che cioè riguardano l’organismo nel suo insieme) che possono rendere più probabile il verificarsi del problema, come l’alcoolismo, l’esposizione a elevate pressioni esterne (sommozzatori), oppure l’assunzione prolungata di cortisone ad alte dosi.
 
Quali sono i sintomi?
Il sintomo iniziale è il dolore, specialmente quando il paziente si mette in piedi o cammina. A volte però, è presente anche durante il riposo notturno. La zona dolente è ovviamente l’anca, ma è possibile avvertire dolore anche in aree circostanti, come all’inguine, alla natica o sulla faccia laterale della coscia. Nelle fasi più avanzate, al dolore si aggiungono i sintomi tipici dell’ artrosi , come il senso di rigidità e la riduzione dei movimenti.
 
Diagnosi
Il vostro medico vi chiederà notizie su patologie precedenti e stile di vita, quindi vi sottoporrà a una visita. A questo punto, è molto probabile che il medico richieda un esame radiografico dell’anca. Però, nelle fasi iniziali dell’osteonecrosi, le radiografie possono essere perfettamente normali e, quindi potrebbe essere necessario completare gli accertamenti con una risonanza magnetica .