Professore Valerio Sansone Chirurgo Ortopedico

Il Piede / Patologie del retropiede

Quali sono le patologie della parte posteriore del piede?
Sono alterazioni che provocano dolore nella parte posteriore del piede (retropiede) soprattutto nella zona del calcagno. Tra le più frequenti ci sono la fascite plantare ed il morbo di Haglund.


Fascite plantare
La fascia plantare è uno spesso legamento a forma di nastro che va dal calcagno alla base delle dita.
E’ sempre in tensione e così contribuisce a mantenere arcuata la volta del piede. Quando siamo in piedi infatti, il peso del corpo appiattirebbe la volta plantare se non fosse contrastato dalla fascia plantare. Tuttavia, una pressione eccessiva può provocare delle piccole lesioni al legamento , soprattutto nella parte che s’inserisce sul calcagno. L’organismo riesce a riparare le lesioni ma, se il meccanismo si ripete frequentemente, si verifica un’infiammazione cronica ed una degenerazione della fascia. Questa situazione è definita “fascite” plantare e provoca dolore, a volte molto intenso al tallone. Spesso, nei pazienti che hanno superato i 40 anni di età, si forma anche una specie di escrescenza ossea sul calcagno, nota come “spina calcaneare”.


Quali sono le cause?

Possono essere diverse e, spesso, combinate tra loro. La più frequente è il sovrappeso che porta ad un aumento della tensione lungo la fascia. La stessa situazione può essere provocata da quelle attività sportive che comportano salti frequenti. Il problema è più comune nelle persone di età media o avanzata, perché con l’invecchiamento si riduce lo spessore del cuscinetto di grasso posto sotto al tallone e diminuisce così la capacità di ammortizzare il peso e gli urti sul calcagno. Per lo stesso motivo, l’utilizzo di scarpe con suola rigida aggrava il problema. Un fattore predisponente è la conformazione: un piede cavo o, al contrario, piatto- valgo , favorisce l’insorgenza della patologia.


Quali sono i sintomi?

Il principale è il dolore, che fa zoppicare il paziente e che ha delle caratteristiche particolari. E’ infatti, più intenso al risveglio o dopo essere stati seduti per qualche tempo ed, in genere, si attenua camminando. E’ localizzato nella parte inferiore del tallone e può essere anche molto intenso. Spesso il paziente, per cercare di alleviare il dolore, cammina in modo insolito appoggiando il piede sul bordo esterno.


Diagnosi
Dopo aver ascoltato come è insorto il problema, l’ortopedico esaminerà i vostri piedi, verificando subito se ci sono i fattori predisponenti descritti in precedenza, come il cavismo o il piattismo. Poi cercherà il punto esatto del dolore ed eseguirà delle manovre per verificare cosa succede aumentando la tensione lungo la fascia plantare. In caso di dubbio, richiederà un esame radiografico per escludere eventuali fratture o altre problematiche ossee.


Trattamento – conservativo
Nelle fasi acute, sono prescritti riposo, farmaci anti-infiammtori ed impacchi di ghiaccio. Viene poi consigliato al paziente di utilizzare scarpe con suola elastica e di applicare uno speciale supporto per il tallone. Inoltre, verrà prescrito un ciclo di 3-4 sedute di onde d’urto e, se sono presenti alterazioni della conformazione del piede, plantari correttivi. Quando il dolore persiste, si eseguiranno 1-2 infiltrazioni di cortisone. Infine, se il peso corporeo è eccessivo, dovrà essere gradualmente normalizzato.
 

Trattamento - chirurgico
Si ricorre alla chirurgia quando la terapia conservativa, protratta per almeno 6 mesi, non ha dato i benefici sperati.
Fasciotomia plantare: attraverso una piccola incisione sul tallone, il chirurgo distaccherà, del tutto o in parte, la fascia dal calcagno. In caso di voluminose escrescenze ossee (spina calcaneare), le asporterà per evitare l’attrito con le terminazioni nervose circostanti. Dopo l’intervento, il paziente può tornare a casa.


Riabilitazione dopo l’operazione
Durante la prima settimana, si deve evitare di appoggiare a terra il piede operato e, quindi, è consigliabile utilizzare due stampelle.  I punti sono rimossi dopo 12-14 giorni.


Quando tornerò alla normalità?
Il lavoro d’ufficio può essere ripreso dopo 2-3 giorni, mentre un lavoro manuale richiederà 3-4 settimane. Per guidare l’auto sarà opportuno attendere 1 settimana e per le attività sportive che non includano la corsa, 3 settimane. Per una guarigione completa, sono necessarie almeno 6 settimane.