Professore Valerio Sansone Chirurgo Ortopedico

Chirurgia Protesica

Introduzione

Nel secolo scorso, una delle grandi conquiste della chirurgia ortopedica è stato lo sviluppo e l’impianto di protesi articolari artificiali in grado di rimpiazzare le articolazioni naturali seriamente danneggiate dalle patologie traumatiche, degenerative, infiammatorie o tumorali. In pratica, l’obbiettivo è quello di reintegrare con elementi artificiali le parti dell’articolazione distrutte o usurate dalla patologia. 

Per far questo, il chirurgo rimuove dall’osso tutto il tessuto danneggiato ed al suo posto applica due componenti (uno per ciascun versante dell’articolazione) perfettamente levigati che riproducono la forma e la funzione dell’osso originario. Questi elementi artificiali sono composti di materiali molto sofisticati (leghe metalliche, ceramiche, plastiche speciali) con caratteristiche di resistenza e di levigatezza particolarmente elevate e che, soprattutto, devono durare a lungo e non essere rigettati dall’organismo ospite.


Come è fissato l’impianto?

La decisione di come fissare queste componenti artificiali all’osso dipende da molti fattori. I principali sono le convinzioni del chirurgo, le caratteristiche della protesi e la qualità dell’osso del paziente. In base al metodo di fissazione, le protesi si dividono in:

  • Cementate. Si utilizza una speciale colla acrilica, detta “cemento” che in circa 10 minuti diviene estremamente rigida ed ancora  la protesi all’osso.
  • Non cementate. In questo caso una parte delle componenti protesiche è inserita ad incastro nell’osso. Questa parte è rivestita di un materiale poroso speciale che stimola la formazione e la penetrazione di nuovo osso al suo interno. Sarà quindi la crescita del tessuto all’interno della protesi a fissarla stabilmente.
  • Ibride. Il chirurgo, in base alle caratteristiche dell’impianto ed alle condizioni dell’osso del paziente, può decidere di cementare solo una componente della protesi.


Come devo prepararmi ad un intervento di protesi?

Se avete accettato la proposta del vostro chirurgo di sottoporvi all’impianto di una protesi articolare, verrà stabilita una data per l’intervento. Il chirurgo vi chiederà di informare il vostro medico di famiglia per assicurarsi che eventuali altre patologie come il diabete o l’ipertensione siano individuate e trattate prima dell’operazione. Se avete in corso delle cure odontoiatriche è bene portarle a termine per evitare il passaggio di germi dalla bocca al sangue e, potenzialmente, alla protesi.
Quando l’impianto riguarda gli arti inferiori ed il vostro peso è eccessivo è bene cercare di normalizzarlo. In ogni caso è opportuno iniziare un programma di esercizi per rinforzare la muscolatura dell’arto. Se siete fumatori, dovete avvisare il vostro chirurgo, perché il fumo aumenta i rischi connessi all’intervento.
Curate l’igiene delle unghie e rimuovete lo smalto almeno il giorno prima dell’operazione.


Quanto dura una protesi?
Al giorno d’oggi l’impianto di una protesi articolare è ormai un intervento diffuso, altamente affidabile e dai risultati estremamente durevoli. Moltissimi pazienti godono un ritrovato benessere grazie alla sollievo dal dolore ed alla migliorata mobilità rispetto a prima dell’operazione.
E’ bene però chiarire che la protesi, per quanto costruita con i materiali più sofisticati, non riuscirà ad eguagliare la longevità dell’articolazione naturale e nessuno può garantire che durerà per tutto l’arco di vita restante del paziente. Le parti che compongono una protesi si usurano con i movimenti così come si consumano le pastiglie dei freni o gli pneumatici di un autoveicolo. La durata quindi dipende da molti fattori come il livello di attività del paziente, lo stato della muscolatura e, per gli arti inferiori, anche dal peso del paziente. Quanto maggiori saranno le sollecitazioni applicate alla protesi, tanto più veloce sarà la sua usura. Questo vale soprattutto per i pazienti più giovani e più attivi. Il consumo di una o di tutte le parti che compongono una protesi può portare alla sua rottura oppure al distacco delle componenti dall’osso. Questo richiederà un nuovo intervento chirurgico di rimozione e sostituzione delle parti compromesse.
In ogni caso, il vostro ortopedico sarà la persona più indicata per discutere con voi la situazione clinica, il tipo di protesi da usare, le prospettive di durata e lo stile di vita da adottare dopo un intervento di chirurgia protesica.