
Che cos’è la Medicina Ortopedica Rigenerativa?
La medicina rigenerativa ha lo scopo di stimolare le risorse naturali dell’organismo per rigenerare i tessuti danneggiati da un trauma o da una malattia. In ortopedia si pone l’obbiettivo di sviluppare nuove terapie per promuovere la riparazione dell’osso e dei tessuti molli dell’apparato muscolo-scheletrico (cartilagine, tendini, legamenti, menischi, muscoli) ed anche quello ambizioso di ricostruire in laboratorio le strutture non riparabili per reimpiantarle nell’organismo in un secondo tempo.
Quest’area della medicina sta diventando sempre più importante a causa dell’insufficiente disponibilità di organi e tessuti da donatore e del rischio di rigetto.
Anche se molte di queste terapie sono solo alla fase iniziale del loro potenziale sviluppo, i risultati ottenuti fino ad’ora indicano che la medicina rigenerativa sarà complementare ai trattamenti farmacologico e chirurgico tradizionali ed, in alcuni casi, li sostituirà.
Nell’ambito della medicina rigenerativa ortopedica sono molti i campi di ricerca. Tra questi, l’ingegneria tissutale e l’utilizzo di stimoli fisici (onde d’urto, campi magnetici, correnti elettriche, etc.) o chimici (fattori di crescita) sono già utilizzati nella pratica clinica con risultati promettenti. Altri, come l’impiego delle cellule staminali, lo saranno probabilmente in un prossimo futuro.
Era una terapia inizialmente utilizzata in urologia per disgregare i calcoli renali. Tuttavia, ora è utilizzata con successo in ortopedia nel trattamento di molte patologie ossee e dei tessuti molli, ad integrazione ed, in alcuni casi, in sostituzione della terapia chirurgica.
Le onde d’urto sono onde acustiche che hanno la capacità di stimolare reazioni biologiche da parte dei tessuti (meccanotrasduzione), riducendo l’infiammazione, il dolore, il gonfiore e stimolando l’afflusso di sangue nell’area trattata. E’ dimostrato che inducono la formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) e l’attività degli osteoblasti, le cellule che formano l’osso. Sono anche in grado di favorire il riassorbimento di calcificazioni dai tessuti molli come i tendini.
E’ una terapia non invasiva che prevede, di solito, un ciclo di 3 applicazioni a cadenza settimanale. Il trattamento dura 10-15 minuti, a seconda della situazione. La macchina, chiamata “litotritore” è dotata di una sonda che viene appoggiata sull’area da trattare. Essa trasmette le onde acustiche generate dal litotritore esattamente nel punto desiderato, anche se situato in profondità. Possono essere trattate sia patologie acute, sia croniche. Le più comuni sono:
• Patologie degenerative dei tendini (cuffia dei rotatori, achilleo, rotuleo, etc.) e delle entesi (fascite plantare, pubalgia, epicondilite, etc.)
• Patologie infiammatorie delle articolazioni (capsulite adesiva della spalla)
• Ritardo o mancata guarigione delle fratture
• Necrosi ossea (v. osteonecrosi)
• Ulcere croniche, ritardo di cicatrizzazione delle ferite, gravi ustioni
Spesso si ottengono buoni risultati fin dall’inizio, anche se è necessario attendere 4-6 settimane per valutare l’efficacia del trattamento. A volte, è necessario ripetere l’applicazione a distanza di tempo.